La lotta ai cambiamenti climatici e il ruolo delle città. Cosa è il patto tra i sindaci e cosa fare per diventare una smart city? Come la sostenibilità urbana migliora la qualità della vita dei cittadini? Ce lo spiega la dott.ssa Veronica Caciagli

Quali sono le buone pratiche che le città possono adottare per ridurre le emissioni di CO2? Quali benefici possono perseguire? Per rispondere a queste domande Cityfactor ha intervistato la dott.ssa Veronica Caciagli, presidente di Italian Climate Network, esperta di politiche riguardanti i cambiamenti climatici, consulente in progetti di riduzione delle emissioni di CO2. Ha inoltre lavorato come Climate Change Officer presso il Consolato Britannico di Milano, dal giugno 2011 è Italy Outreach Coordinator del movimento 350.org e collabora svariati magazine che si occupano di sostenibilità ed energia.

I cambiamenti climatici sono un argomento di scottante attualità negli ultimi anni. Qual è il ruolo delle città nella sfida per il clima?

Dopo la conclusione deludente della Conferenza di Rio+20, in cui i governi del mondo non sono riusciti a raggiungere degli accordi per l’ambiente e il clima, appare evidente come un futuro sostenibile e low carbon sarà possibile solo con una spinta dal basso, che coinvolga cittadini, aziende ed enti locali. In questo sforzo comune per il cambiamento, il ruolo delle città è essenziale sotto vari aspetti: da un lato perché la metà della popolazione mondiale vive in contesti urbani, dove viene consumato il 60-80% dell’energia, dall’altro perché le città sono il livello amministrativo più vicino ai cittadini.

Veronica Caciagli

Veronica Caciagli, presidente di Italian Climate Network

Cosa può fare in concreto una città per il clima?

Le iniziative sono molte, e possono riguardare una singola attività, come l’efficientamento dell’illuminazione pubblica, o arrivare a un piano strategico per la città: l’importante è cominciare e capire che una miglior programmazione ambientale ha delle ricadute importanti sulla vivibilità e anche sulle tasche dei cittadini.

Uno strumento molto interessante a disposizione è il Patto dei Sindaci che coinvolge città e comuni con lo scopo principale di contribuire a centrare l’obiettivo europeo di riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020. E’ uno strumento in mano ai sindaci per formulare un piano di riduzione delle emissioni – ideato dall’amministrazione comunale secondo le necessità locali – e anche per scambiarsi buone pratiche.

Quali sono i benefici in concreto perseguibili?

Sono molteplici. Il miglioramento in quantità di emissioni si affianca a tutta una serie di altri risultati. Ad esempio, un aumento dell’efficienza energetica che può portare un risparmio in bolletta, oppure un aumento delle aree verdi cui sono riconnessi ulteriori benefici, basti pensare all’apertura di nuovi parco giochi per i bambini. Per non parlare della necessità di miglioramenti, in molte delle nostre città, della mobilità pubblica e delle possibili ricadute sulla qualità della vita di tutta la comunità. E’ un primo passo verso il concetto di Smart Cities, di “città intelligenti”: non solo con un minor impatto sull’ambiente, ma anche con una migliore vivibilità grazie alle innovazioni tecnologiche e sociali.

Per cui non solo si fa bene al clima, ma si migliora la qualità della vita dei cittadini.