Dal 2015, un ponte unirà Sicilia e Calabria, Messina e Reggio Calabria. Non si tratta del ben noto ponte sullo stretto, bensì di un elettrodotto sotterraneo che, una volta ultimato, avrà una lunghezza di ben 105 chilometri. Il cantiere è partito nel 2011, ed è uno dei più ambiziosi progetti intrapresi da Terna, operatore di reti per la trasmissione dell’energia, che gestisce la Rete di Trasmissione Nazionale con oltre 63.500 km di linee in Alta tensione.
Il progetto, che ha richiesto un investimento di circa tre milioni di euro ed impiega ogni giorno circa 160 lavoratori, una volta ultimato vanterà una serie di record. È già stato posato, ad esempio, il più lungo cavo sottomarino a corrente alternata al mondo: ha una lunghezza di 38 chilometri e raggiunge i 370 metri sotto il livello del mare. E sono stati realizzati il più profondo pozzo verticale per cavi ad altissima tensione, lungo 300 metri, ed il più lungo tunnel orizzontale – sempre per cavi ad altissima tensione – ad una profondità di 600 metri e con una pendenza del 10%. Infine, con la realizzazione del nuovo elettrodotto è stato raggiunto anche il più alto livello di tensione in Europa per una stazione elettrica a corrente alternata: 550 kV.

Quest’ultimo elemento ha richiesto l’adozione di soluzioni straordinarie dal punto di vista della gestione della sicurezza. All’interno delle stazioni intermedie, dove arrivano e ripartono i cavi con le linee portanti dell’impianto si trovano, infatti, i cosiddetti “blindati” realizzati da Siemens, dove sono alloggiati tutti gli strumenti di governo di qualsiasi possibile anomalia dell’apparato.

I benefici dell’elettrodotto
Saranno molti i vantaggi apportati da quest’opera. Uno degli obiettivi, ad esempio, è quello di rafforzare il collegamento elettrico tra Sicilia e Calabria, riducendo così i rischi di blackout e quindi di isolamento elettrico della Sicilia. Verranno inoltre migliorate affidabilità, sicurezza e qualità del sistema elettrico siciliano, soggetto negli ultimi anni a frequenti disservizi a causa degli scarsi aggiornamenti delle infrastrutture dell’isola.
A questi benefici si aggiungono sicuramente i vantaggi in termini di abbassamento di costi e perdite. Si calcola che, una volta ultimato l’elettrodotto, ci sarà un risparmio complessivo per il sistema elettrico pari a 600 milioni di euro l’anno.
Il ponte elettrico dello Stretto di Messina, infine, riveste una rilevanza decisiva anche in relazione alla collocazione geografica strategica della nostra penisola, che è a tutto gli effetti un collegamento tra le reti del Nord-Africa e quelle dell’Europa centrale.

I benefici ambientali dell’elettrodotto
La presenza dell’elettrodotto porterà vantaggi anche da un punto di vista ambientale. Grazie al nuovo collegamento verranno evitate circa 670mila tonnellate annue di emissioni di CO2 in atmosfera. Nel contempo, la razionalizzazione della rete elettrica nelle province di Messina e Reggio Calabria permetterà un abbattimento di circa 170 km di linee elettriche obsolete. Ci sarà, inoltre, un recupero di territorio di circa 264 ettari.

 

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