Se si parla di eccellenze made in Italy non si può non entrare nella realtà di Sveppi, acronimo di Stazione veneta per prove di potenza su interruttori, che sorge nella campagna alle spalle di Mestre, alle porte di Scorzè.

Nato negli anni 50 come Sade, la Società Adriatica di Distribuzione dell’Energia Elettrica, è stato il primo laboratorio italiano fisso di prove di cortocircuito, costruito accanto alla sottostazione che convogliava qui l’energia proveniente dalle centrali del Cadore, della valle del Piave e della costiera adriatica.

In poco più di mezzo secolo, circa 60 anni, questa realtà è riuscita a reimmaginarsi, a puntare sull’innovazione tecnologica fino a raggiungere, partendo dalla provincia italiana, i mercati globali dell’Asia, stringendo rapporti con India e Cina.

Sveppi diventa un punto di riferimento nel mercato delle prove di cortocircuito.

Le basi c’erano tutte, competenze e passione anche, tutto quello che serviva era uno slancio e qualcuno che ci credesse. Così, con l’arrivo della multinazionale tedesca Siemens, è arrivata la svolta che ha fatto sì che Sveppi diventasse il punto di riferimento per le prove di gran parte dei costruttori di apparecchiature elettriche.

Fino a qualche anno fa, infatti, al laboratorio Sveppi si testavano soprattutto interruttori di alta tensione (quelli di porcellana marrone). Oggi è invece un vero e proprio polo d’eccellenza che sta sviluppando anche altre attività proprio a partire da queste competenze.

Le conoscenze tecnologiche e le competenze sviluppate portano clienti da tutto il mondo. Dall’Arabia Saudita, ad esempio, è arrivato un cliente per testare una “sospensione a v”, un isolatore per linea elettrica aerea: ha una forma particolare, date le esigenze delle reti locali. Nei laboratori Sveppi, è stato simulato quello che può avvenire durante la caduta di un fulmine per capire se, una volta superato lo “shock”, l’apparecchio tornerà a funzionare correttamente.

Nel mercato delle prove si, ma con delle novità.      

Con l’ingresso di Siemens, Sveppi si è affacciata verso una nuova tipologia di business, in costante crescita. Stiamo parlando di quella dei trasformatori di media tensione, utilizzati per le connessioni del mondo rinnovabile alla rete elettrica, come accade ad esempio per il fotovoltaico.

Accanto a questo, e forse è questa la vera e più rilevante novità, l’azienda ha sviluppato un prodotto che permette di fare, in remoto, monitoraggio e diagnostica delle apparecchiature installate negli impianti.

Di cosa si tratta nello specifico e in parole semplici? Significa, in buona sostanza, che interruttori, scaricatori, trasformatori di potenza nelle cabine in giro per l’Italia, e successivamente nel mondo, possono essere tenuti sotto controllo a distanza grazie a un modulo programmato per valutare i dati che arrivano via internet dalle macchine.

Sono tanti i vantaggi di questo modus operandi. Innanzitutto, notevoli risparmi in termini economici. L’azienda fornitrice non deve, infatti, inviare squadre di tecnici per fare controlli routinari, e può evitare gran parte dei fuori servizio non programmati.

In questo campo, Sveppi è diventato un vero e proprio centro di competenza mondiale all’interno di Siemens. E così l’azienda sta proponendo queste nuove tecnologie anche in India (alla Tata), in Australia e in Gran Bretagna.

È proprio questo il settore in cui Sveppi punta a crescere, con un obiettivo di 5-10 volte i ricavi di oggi nel giro di qualche anno.

 

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