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Orto Collettivo

Orto collettivo “no stress”, a Genova il più grande d’Europa

L’orto collettivo più grande d’Europa nasce a Genova-Campi grazie all’ideazione ed alla progettazione dell’associazione Quattro Valli. Quest’orto è stato realizzato secondo la filosofia del ridurre lo stress per chi lavora la terra.
Le colture sono solo stagionali, e per pagare lavoro e prodotti si usano i Scec, una moneta alternativa, che ha alla sua base la teoria del baratto e che si basa principalmente sulla solidarietà.

In bassa Valpolcevera, in un’area industriale e ora anche molto commerciale, quest’orto collettivo di 7 ettari è gestito da 300 persone; qui. Ogni ora di lavoro viene ripagata con 7,5 Scec che vengono utilizzati per acquistare i prodotti coltivati.

Lo Scec, sigla che sta per ‘solidarietà che cammina’, è un progetto di moneta complementare nato a Napoli nel 2007 che si è poi diffuso in tutta Italia, attualmente sono tre milioni gli Scec in circolazione.

veve

Veve, l’elettrodomestico per fare l’orto in casa

Arriva Veve acronimo di “vegetali in verticali” ed è il primo elettrodomestico smart che produce con elettricità frutta e verdura bio, un vero e proprio orto in casa in grado di produrre la quantità necessaria per una famiglia di quattro persone.

Veve è una start-up che permette la realizzazione di orti verticali aereoponici, con le radici sospese nell’aria e con gli elementi nutritivi che vengono erogati tramite nebulizzazione. Con Veve viene ridotto l’utilizzo di acqua ed energia, ma anche degli, lo speciale elettrodomestico misura, infatti, solo 1 metro per 2,30 m di altezza.

Veve svolge una triplice funzione: garantisce la sicurezza alimentare, dato che frutta e verdure fresche vengono controllate direttamente; permette di avere prodotti nutrizionalmente validi, fornendo a una famiglia di 4 persone il fabbisogno giornaliero di vitamine e nutrienti; insegna il valore del cibo, poiché le persone sono sempre a diretto contatto con ciò che si consumano.

Orto urbano

Orto urbano, Londra trasforma i rifugi anti aerei in serre

A Londra è stato trovato un modo alternativo di far rivivere i vecchi rifugi antiaerei. Questi ultimi, infatti, hanno dato ospitalità ad un’azienda agricola tutta sotterranea, che coltiva piselli, senape, ravanelli, prezzemolo, coriandolo, rucola e altre verdure. Tutto questo è stato possibile grazie al progetto “Growing Underground”.

Si tratta di un vero e proprio orto urbano, che però nasce 33 metri sotto le strade del quartiere Clapham, a pochi chilometri dal centro della città. In questo modo, si vuole dare ai consumatori la possibilità di acquistare verdure fresche e ‘green’, prodotte con un impatto quasi nullo sull’ambiente e ottenute con energia provenienti solo da fonti rinnovabili.

I tunnel di questo orto urbano speciale sono stati trasformati in serre grazie ad un sistema idroponico, che permette di crescere le piante senza l’uso della terra, utilizzando un substrato alternativo. Luce e acqua vengono assicurate con illuminazione Led e un impianto di irrigazione che offre alle piante l’esatta quantità di acqua e sostanze nutritive di cui hanno bisogno, senza sprechi.

orti urbani

In Italia ci sono 5 milioni di orti urbani

La CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, ha fatto sapere che nel 2012 gli “urban farmer”, i coltivatori urbani, che si prendono cura stabilmente dell’orto in terrazzo o di un piccolo appezzamento di terra sono cresciuti del 9%, passando da 4,5 milioni a 4,9 milioni.

Gli orti sono uno strumento per affrontare la crisi, tanto che attualmente sono 1,8 milioni gli ettari coltivati in tutta Italia nelle aree cittadine. Nel contempo, le amministrazioni cittadine stanno mostrando maggiore impegno ed interesse nei confronti degli orti urbani, con quasi 4 comuni su 10 tra i capoluoghi di provincia che prevedono spazi di verde pubblico da adibire alle coltivazioni a uso domestico.

Sempre secondo la CIA, le verdure da mangiare a crudo, come insalate e pomodori, sono le più coltivate seguite da erbe aromatiche, frutta e infine verdure da cuocere, come zucchine, melanzane e piselli.

orti urbani

ColtivaMI, il bando per gli orti urbani a Milano

Il Comune di Milano ha pubblicato il bando ColtivaMI, per l’assegnazione degli orti urbani.

Di ColtivaMi, l’iniziativa che rientra nei progetti in vista di Expo 2015, l’Esposizione Universale che verrà ospitata dal capoluogo lombardo, si parlava già da mesi, ora sono pronti i primi 171 orti, che verranno realizzati nelle aree circostanti via Rubicone e via Cascina dei Prati, in Zona 9.

Nell’area di via Rubicone saranno assegnati 110 orti, mentre in via Cascina dei Prati altri 61 ed avranno una superficie massima di 60 metri quadri se verranno assegnati ai singoli ortisti, oppure di 700 metri quadri per spazi di coltivazione collettiva.

Le domande di cittadini ed associazioni dovranno essere consegnate entro il 21 giugno.

verde urbano

Verde Urbano: in Italia ne abbiamo 30 mq a testa

Secondo un focus dell’Istat dedicato a parchi e giardini, in Italia ogni abitante ha a disposizione in media 30,2 metri quadrati di verde urbano.

La disponibilità di verde varia tra nord, centro e sud. Al centro è, infatti, di 23 mq a testa, nel nord-ovest di 24,2 mq, mentre aumenta nel nord-est con 45,4 mq e nel sud con 37,1 mq, nelle isole raggiunge invece i 26,7 mq.

Ci sono delle città italiane dove queste medie sono addirittura superate, tra queste si mettono in evidenza Sondrio, Trento, Potenza e Matera.

Il verde urbano si suddivide tra verde storico di non comune bellezza e tutelato dal codice dei Beni Cultural, aree sportive, orti botanici, orti urbani, presenti in 44 comuni italiani, giardini scolastici, aree verdi attrezzate.

orti urbani

Orti urbani: quelli di Torino hanno un nuovo regolamento

Il nuovo regolamento comunale per l’assegnazione e la gestione degli orti urbani è stato approvato dal Consiglio comunale della città di Torino. Gli appezzamenti di terreno saranno assegnati con un bando circoscrizionale, che partirà il prossimo autunno. La superficie degli appezzamenti non dovrà essere inferiore a 50 mq né superiore a 100 mq.

Gli orti saranno affidati principalmente a persone con reddito ISEE inferiore ai 15mila Euro. Il 20 per cento del totale saranno dei veri laboratori di studio a cielo aperto, rivolti ai ragazzi delle scuole e a persone svantaggiate.

Il canone annuo per gli orti varia dai 50 euro per gli orti sociali, ai 100 per i terreni coltivati da più persone. I terreni dovranno essere coltivati biologicamente, con il divieto di concimi chimici e prodotti inquinanti.

orti urbani

Orti Urbani, Quarto Oggiaro a Milano sperimenta l’agricoltura di città

160 famiglie di alcuni condomini di Quarto Oggiaro, quartiere della periferia nord di Milano, sono coinvolti nel progetto Quarto in transizione che mette a disposizione gli orti urbani ai cittadini partecipanti. Il progetto è stato promosso dalle associazioni Ambiente Acqua onlus,Villaggio Nostrale  e Il Laboratorio, in collaborazione con il comune di Milano e con la Fondazione Cariplo.

Nei cortili dei condomini che partecipano verranno poste delle compostiere per raccogliere la frazione umida e verde dei rifiuti da cui si ricaverà compost da utilizzare negli stessi orti.

“L’orto condiviso – spiega sul sito Ambiente Acqua, l’associazione che farà da tutor alle famiglie per la gestione degli orti – nasce dall’impossibilità di avere spazi sufficienti per l’assegnazione di aree a uso esclusivo. Tutti i prodotti saranno equamente distribuiti tra i coltivatori”.

orti urbani

Protocollo nazionale Orti Urbani

Italia Nostra, Anci ed il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che ha concesso il proprio patrocinio, hanno firmato a Padova un protocollo d’intesa per il progetto nazionale Orti Urbani.

Le parti si sono impegnate a promuovere il “Progetto nazionale Orti Urbani”, favorendo lo sviluppo di attività per la realizzazione di orti in aree urbane e periurbane.

A tal fine il progetto verrà presentato alle Pubbliche Amministrazioni, verrà fatto un censimento dei terreni inutilizzati nelle aree urbane e periurbane, verranno garantite attività informative e formative sulle pratiche agricole in città all’interno di progetti ed attività legate agli orti urbani, verrà realizzato un sito web per promuovere al meglio l’iniziativa.

Il testo del Protocollo d’Intesa 

orti urbani

Roma, nuovi orti urbani a Tor Carbone

Questa volta gli orti urbani verranno realizzati a Tor Carbone, nel Municipio XI di Roma. L’iniziativa è partita da cittadini della zona, che hanno trovato il modo di dare una nuova destinazione ai terreni incolti dell’area.

È stata creata la società orti sociali Tor carbone onlus che affiderà a 40 famiglie i nuovi orti urbani. Già dalla prossima primavera gli affidatari potranno cominciare a lavorare i propri fazzoletti di terra. Per ottenere i proprio orticello in custodia basterà contribuire con una quota alla copertura dei costi per la realizzazione dei servizi necessari. Entro marzo, infatti, dovranno essere realizzati la recinzione, l’impianto idrico e una piccola struttura in muratura.

Un ultimo step manca ancora per far partire l’operazione: l’approvazione della Soprintendenza, mentre il Comune di Roma, e l’ente Parco Appia Antica, nella cui area ricadono i terreni, hanno già rilasciato rilasciare i permessi necessari.

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