Edifici Rotanti - NZEB - Edilizia Sostenibile

Edifici rotanti, il futuro dell’edilizia a impatto zero

Da oggi il settore dell’edilizia produce edifici  Nzeb ovvero totalmente sostenibili ed eco-friendly 

Case a energia nulla o quasi: in un acronimo Nzeb e cioé Nearly zero energy building. Questa è la rivoluzione dell’edilizia moderna. Sono quegli edifici che producono quasi tutta l’energia di cui hanno bisogno garantendo allo stesso tempo un alto comfort abitativo.

Oggi nella direttiva 2010/31/UE è stato introdotto all’ art. 9, che riporta il moderno concetto di “energia quasi zero” per gli edifici di nuova costruzione sia pubblici o di uso pubblico che privati (edifici NZEB).

Con questa dicitura si intendono gli edifici ad elevate prestazioni energetiche che riducono al minimo i consumi legati al riscaldamento, ventilazione, illuminazione, produzione di acqua calda sanitaria, utilizzando energia da fonti rinnovabili.

Con le nuove direttive tutte le nuove costruzioni devono essere edifici NZEB, immobili capaci di garantire un bilancio fra energia consumata ed energia prodotta quasi pari allo zero. Questa definizione, adottata in tutta Europa, riguarda tutte le tipologie di edifici, residenziali, commerciali, industriali, ecc. Queste costruzioni rivoluzionano il settore edilizia in quanto l’energia praticamente non serve più, sono, infatti, immobili isolanti, che garantiscono elevate prestazioni e un alto rendimento grazie ad alcuni importanti accorgimenti strutturali che aiutano a ridurre i consumi e ottenere ugualmente il massimo comfort.

A breve a Milano si terrà la Fiera di Milano nell’ambito della Mostra convegno Expocomfort (Mce), dove sarà trattato proprio questo argomento e i benefici economico-ambientali derivati.

L’Università East Anglia ha rilasciato un rapporto in cui si legge – “se lo standard degli edifici a consumo quasi zero fosse imposto a tutte le nuove abitazioni e ai restauri l’Europa si potrebbe puntare ad una riduzione dei consumi energetici del 40% al 2050”. Queste case a energia quasi nulla hanno alcune caratteristiche principali: sono isolanti, hanno infissi ad alte prestazioni, impianti ad alto rendimento insieme ad altri accorgimenti strutturali in grado di ridurre l’energia necessaria per raggiungere uno stato ottimale di comfort.

Questa tipologia di edifici ormai si sta diffondendo ovunque, dagli edifici immersi nella neve del Canada (chiamate case passive) o al sole dell’Italia, dalla Zero carbon building a Hong Kong alla casa rotante in Germania fino all’edificio residenziale K19B a Milano.

Eco Scuola

Eco Scuola, un anno ad impatto zero

E’ passato già poco più di un anno dall’inaugurazione dell’eco scuola di Pieve di Coriano, in provincia di Mantova. Cos’ha di speciale questo edificio? Tante cose, è, ad esempio, ecologica, bioclimatica, antisismica.

Questa eco scuola, che può ospitare fino a 60 bambini, è la prima in Italia ad essere stata costruita con la tecnologia KlimaWall, un sistema misto legno-laterizio di pareti portanti per edifici energeticamente autosufficienti.  Il progetto è della della Fondazione Italiana Bioarchitettura.

L’edificio è costato 650 mila euro per una superficie di 540 metri quadrati ed è stato costruito in 5 mesi tramite il ‘contratto di disponibilità’. L’eco scuola  non è collegata alla rete del gas ma solo all’energia elettrica e con un impianto fotovoltaico ed ha consentito un risparmio di circa 7 mila euro annui.

 

Bosco Verticale

Bosco Verticale, a Chicago premiato come miglior grattacielo del mondo

Il Bosco Verticale che sorge nel quartiere Porta Nuova Isola a Milano ha vinto a Chicago il premio come Migliore Architettura del mondo 2015 assegnato dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat e promosso dal Illinois Institute of Technology di Chicago.

Il Bosco Verticale è stato disegnato e progettato da Boeri Studio ed ha sbaragliato la concorrenza aggiudicandosi il titolo che ogni anno viene dato al grattacielo più innovativo del pianeta.

La vittoria è stata così motivata: “Il Bosco Verticale è un esempio unico nell’utilizzo del verde in altezza e in proporzione. La “facciata vivente” dell’edificio, che incorpora numerosi alberi e oltre 90 specie di piante, svolge il ruolo di interfaccia attiva per l’ambiente circostante. Ciò che rende l’idea eccezionale è l’azione delle piante, che agiscono come estensione della copertura esterna dell’edificio. La giuria ha definito innovativa l’esplorazione della vitalità del verde su tali altezze”.

Biosphera 2.0

Biosphera 2.0, cosa fa la casa del futuro

Biosphera 2.0 è una casa attiva il cui progetto è stato promosso da Aktivhaus, Politecnico di Torino, Vda structure, Univda e dagli istituti Zephir, Minergie e Pefc, con il patrocinio della Regione Valle d’Aosta. Questa abitazione, molto particolare, sarà testata a febbraio a Courmayeur, poi a Torino e ad agosto a Rimini.

Cosa vuol dire attiva? Biosphera 2.0 è, in sostanza, una casa energeticamente autonoma, in grado di garantire temperature ideali senza un impianto di riscaldamento tradizionale e di produrre più energia di quanta ne consuma.

Biosphera 2.0 ha le dimensioni di un container, con la giusta quantità di sole e luce ed è studiata in base alle reazioni del nostro organismo e costruita secondo criteri di massima sostenibilità.

In inverno le perdite di calore per trasmissione attraverso l’involucro vengono quasi interamente compensate dagli apporti passivi gratuiti di calore per l’irraggiamento solare dalle finestre e dal calore generato dagli occupanti; l’energia necessaria per pareggiare il bilancio termico residuo viene prodotta da sistemi non convenzionali (pannelli fotovoltaici, pompe di calore).

Pneumatici fuori uso

Pneumatici fuori uso, dal 2011 recuperate 1 milione di tonnellate

A settembre 2011 è stato avviato il sistema nazionale di raccolta di pneumatici fuori uso, i cosiddetti Pfu. A partire da quella data sono stati raccolti, Ecopneus, società senza scopo di lucro che si occupa della gestione del 70% dei Pfu presenti in Italia, circa un milione di tonnellate di pneumatici fuori uso.

A dare il maggiore contributo sono state in particolare quattro regioni: Lombardia (96.170 tonnellate), seguita da Campania (82.394), Lazio (79.357), Sicilia (77.836).

L’attività ha avuto un ulteriore sviluppo positivo per l’ambiente. Gli scarti derivati dalla raccolta dei pneumatici fuori uso, infatti, sono stati trasformati in polverino per asfalti silenziosi, pavimentazioni sportive ecologiche e insonorizzazioni per l’edilizia, ma anche per produrre nuova energia e cemento.

città green

Città Green, faranno risparmiare 17 miliardi di dollari entro il 2015

Le città green sono in grado di generare risparmi globali per 17mila miliardi di dollari entro il 2050 solo in termini di minore spesa energetica. A sostenerlo è uno studio della Global Commission on the Economy and Climate, la commissione internazionale indipendente.

Se i governi mondiali da questo momento facessero maggiori sforzi tagliando, ad esempio, i sussidi ai combustibili fossili e introducendo una tassa sul carbonio, i risparmi potrebbero addirittura salire a 22mila miliardi di dollari.

Non solo spesa energetica, come si legge nell’indagine. Maggiori investimenti in città green possono indurre una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per 3,7 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno entro il 2030, più delle attuali emissioni dell’India.

A guadagnarci sarebbe, inoltre, anche la salute pubblica, come ha commentato l’ex sindaco di New York Michael Bloomberg, inviato speciale dell’Onu per le città e il cambiamento climatico.

Solcer House

Solcer House, la casa che produce più energia di quanta ne usi

Si chiama Solcer House la casa energicamente positiva che è in grado di produrre più energia di quanta ne consumi. E’ stata costruita in Inghilterra nei pressi di Bridgend, in Galles. La produzione di energia avviene grazie ai pannelli solari, mentre le batterie consentono di immagazzinare elettricità in eccesso che viene riutilizzata.

Solcer House nasce dal lavoro dei ricercatori dell’Università di Cardiff, dell’ateneo di Swansea, in collaborazione con il consorzio Specific.

Solcer House è ben isolata termicamente ed ha un sistema di riscaldamento che sfrutta il sole, è inoltre collegata alla rete elettrica, da cui può prelevare o cui può cedere energia.

Per il momento si tratta solo di un prototipo, ma il suo ingresso sul mercato non è così remoto. Solcer House permetterà ai suoi inquilini di importare energia dalla rete elettrica durante l’inverno, e di rifarsi di questi consumi negli altri otto mesi dell’anno, quando la casa sarà in grado di cedere alla rete l’energia in eccesso. La vendita dell’elettricità permetterà di ripagare ampiamente i costi sostenuti, anzi di guadagnare.

Casa di domani

Casa di domani, l’app che aiuta a risparmiare

Casa di domani è l’app realizzata dall’Unione Nazionale Consumatori in collaborazione Leroy Merlin per aiutare i consumatori a realizzare un’abitazione efficiente, in grado di far risparmiare, che produca l’energia necessaria e che ottimizzi i consumi con materiali isolanti.

Casa di domani è già disponibile per smartphone e tablet e scaricabile gratuitamente in App Store e Play Store, e permette all’utente di conoscere tutti quei prodotti che permettano di raggiungere basso consumo a fronte di grandi prestazioni. Parliamo, ad esempio, di lampadine a basso assorbimento, caricatori solari, rubinetti bicomando, ognuno descritto una piccola scheda di riferimento per capire a quale tipo e famiglia appartiene e quali sono le caratteristiche che aiutano a non sprecare.

Casa di domani è anche un supporto per chi ama il fai da te, grazie a tre tool di calcolo per prendere le misure, quantificare il numero di piastrelle o listelli di parquet che servono per il pavimento e, ancora, sapere quanta vernice acquistare per le pareti, escludendo porte e finestre.

energiesprong

Energiesprong, in Olanda per riqualificare casa bastano 10 giorni

Grazie alla piattaforma nazionale Platform 31 ed in particolare all’iniziativa Energiesprong, in Olanda sono sufficienti 10 giorni per la riqualificazione energetica delle case.

Il programma Energiesprong, avviato tre anni fa, prevede infatti la riqualificazione di 111 mila appartamenti che fanno parte del patrimonio di housing sociale. Agli inquilini viene chiesto di lasciare casa solamente per 10 giorni, nel frattempo si permette di intervenire su involucro e impianti, con cappotti ed infissi preassemblati.

L’idea è dell’architetto Ron van Erck, che ha così rivoluzionato il processo di rinnovamento degli edifici sociali.

Grazie a Energiesprong, in 3 anni si è passati da una riduzione del 50% dei consumi ad un loro azzeramento. Per quel che riguarda i costi di intervento, questi sono stati abbattuti del 40%. Oggi per la ristrutturazione di involucro, gli impianti, la cucina ed il bagno sono necessari 60mila euro per unità abitativa, anziché i 140mila di inizio programma.

Con 25Verde arriva l'edilizia sostenibile nel capoluogo piemontese

Edilizia sostenibile, un cuore verde a Torino

Un nuovo progetto di edilizia sostenibile nasce nel cuore di Torino. Si chiama 25Verde, è un progetto tutto italiano ed è un edificio molto speciale. 25Verde, infatti ospita 63 appartamenti che vanno dal loft con soppalco e giardino ad alloggi di media dimensione con terrazzi.

Il carattere distintivo è dato dai 190 alberi ad alto fusto che si trovano nella struttura. di questi 150 sono collocati sui terrazzi e quaranta sono distribuiti nei giardini.
Gli alberi sono una protezione dal rumore cittadino e creano un microclima ideale all’interno dell’edificio, poiché mitigano gli sbalzi di temperatura in estate e in inverno. Sono un ottimo alleato contro le polveri sottili e intrecciandosi con le strutture metalliche che sorreggono gli impalcati lignei dei terrazzi e convogliano le acque piovane recuperate per l’irrigazione.

A questo si aggiunge il fatto che, le case di 25Verde hanno le facciate protette da una parete ventilata e listelli di legno massello che pavimentano i terrazzi, è così che i i raggi del sole filtrano in estate, mentre in inverno la luce attraversa le vetrate degli alloggi.

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