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VIVERE

Eco Imprese

Eco Imprese, in Italia le migliori d’Europa

Le Eco imprese italiane sanno come farsi valere e si distinguono anche in Europa. Questo è quello che emerge  dal rapporto di Fondazione Symbola L’Italia in 10 selfie 2016 – Una nuova economia per affrontare la crisi, protagonisti della sfida del clima”.

Vari fattori portano le Eco imprese italiane a mettersi in evidenza. Secondo il rapporto, ad esempio, a parità di prodotto, ”le nostre imprese usano meno energia e producono meno emissioni”; lo stesso vale per ”l’utilizzo di materie prime e la produzione di rifiuti”. l’Italia ha conquistato il primato in Europa anche per quel che riguarda il riciclo industriale: “recuperiamo 25 milioni di tonnellate di materia ogni anno sui 163 totali europei”.

Altro punto di forza sono le rinnovabili: l’Italia è il primo Paese al mondo per contributo del fotovoltaico nel mix elettrico nazionale. ”L’accordo sul clima di Parigi – spiega il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci, nella premessa di ‘L’Italia in 10 selfie 2016′ – è solo un primo passo ma segna un cambio di rotta prima impensabile e propone grandi opportunità. L’Italia può coglierle se scommette sui suoi talenti migliori”. Tra l’altro ”le misure per favorire la ‘green economy’ e raggiungere gli obiettivi fissati alla Cop21 di Parigi coincidono largamente con quelle che servono per combattere lo smog”.

Eco Scuola

Eco Scuola, un anno ad impatto zero

E’ passato già poco più di un anno dall’inaugurazione dell’eco scuola di Pieve di Coriano, in provincia di Mantova. Cos’ha di speciale questo edificio? Tante cose, è, ad esempio, ecologica, bioclimatica, antisismica.

Questa eco scuola, che può ospitare fino a 60 bambini, è la prima in Italia ad essere stata costruita con la tecnologia KlimaWall, un sistema misto legno-laterizio di pareti portanti per edifici energeticamente autosufficienti.  Il progetto è della della Fondazione Italiana Bioarchitettura.

L’edificio è costato 650 mila euro per una superficie di 540 metri quadrati ed è stato costruito in 5 mesi tramite il ‘contratto di disponibilità’. L’eco scuola  non è collegata alla rete del gas ma solo all’energia elettrica e con un impianto fotovoltaico ed ha consentito un risparmio di circa 7 mila euro annui.

 

RAEE

RAEE, la raccolta aumenta del 3,3% nel 2015

E’ andata a crescere la raccolta dei RAEE nel 2015 rispetto all’anno precedente. Il dato viene dal Consorzio Ecodom, che spiega in una nota che il 2015 ha visto un incremento del 3,3% nella raccolta di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti Raee, come frigoriferi, lavatrici e tv.

In totale il consorzio ha gestito 78.400 tonnellate di rifiuti, il cui trattamento ha portato al riciclo di oltre 47mila tonnellate di ferro, circa 1.700 tonnellate di alluminio, più di 1.600 tonnellate di rame e 8mila tonnellate di plastica.

Il trattamento dei Raee ha avuto un importante impatto positivo sull’ambiente. Nel 2015, infatti, è stata evitata l’immissione in atmosfera di oltre 870.000 tonnellate di CO2, pari alla quantità di anidride carbonica assorbita in un anno da un bosco esteso quanto la provincia di Rimini. Inoltre, le materie ottenute dal riciclo hanno inoltre portato a un risparmio di quasi 89 milioni di kWh di energia elettrica, equivalenti al consumo annuo di elettricità di una città di oltre 70mila abitanti.

riciclo

Industria del riciclo in crescita, è la nuova economia

L’industria del riciclo continua a dare risultati positivi, a dirlo è il a realizzato da Fise Unire (associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile (Fss).

Tale crescita è stata registrata in particolare nel settore degli imballaggi, dei rifiuti elettrici ed elettronici, dell’organico e dei vecchi pneumatici.

Il riciclo degli imballaggi nel 2014 ha raggiunto il 66% pari a 7.808 milioni di tonnellate, segnando un più 2% rispetto all’anno precedente. Punte d’eccellenza sono i comparti di carta (80%), acciaio (74%), alluminio (74%), vetro (70%).

Buoni i risultati anche per la raccolta differenziata dell’organico (5,7 milioni di tonnellate, più 9,5%), e quella dei Raee (più 3%). Le vecchie gomme da strada raggiungono 129 mila tonnellate recuperate, mentre il recupero dei rifiuti tessili arriva a 124 mila tonnellate (più 12%).

vuoto a rendere

Torna il vuoto a rendere, 12 mesi di sperimentazione

Torna, anche se per ora solo in via sperimentale e su base volontaria del singolo esercente, la pratica del vuoto a rendere. Un ritorno al passato, ma nell’ottica della green economy. A prevederlo è stato il Collegato ambientale, da poco diventato legge.

L’obiettivo del ritorno al vuoto a rendere è quello di ridurre a monte la produzione stessa di rifiuti, attraverso il riutilizzo degli imballaggi usati.

Il periodo di sperimentazione durerà dodici mesi. Il sistema è quello del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi contenenti birra e acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo. Al momento dell’acquisto dell’imballaggio pieno,  l’utente versa una cauzione che verrà restituita con il ritorno dell’imballaggio usato.

Solo alla fine della sperimentazione si valuterà se proseguire o meno.

Eolico

Eolico, in crescita negli USA

L’Eolico ha raggiunto un nuovo traguardo negli Stati Uniti con ben 70 gigawatt (GW) di capacità di generazione, abbastanza cioè per fornire energia a 19 milioni di abitazioni.

I dati sono stati forniti dalla American Wind Energy Association (Awea), secondo cui negli Usa e Porto Rico ci sono 50mila turbine eoliche funzionanti.

Lo spazio all’eolico da parte degli Stati Uniti non finirebbe qui. Una ulteriore spinta è, infatti, in arrivo anche dall’accordo sul budget federale Usa, firmato dal presidente Obama, che comprende un’estensione quinquennale per la Renewable Energy Production Tax Credit (credito di imposta per la produzione di energia rinnovabile).

Altri importanti passi in questo senso sono venuti, inoltre, dal piano per energia pulita dell’amministrazione Obama e dall’accordo raggiunto sul clima al summit di Parigi (Cop21).

 

Bosco Verticale

Bosco Verticale, a Chicago premiato come miglior grattacielo del mondo

Il Bosco Verticale che sorge nel quartiere Porta Nuova Isola a Milano ha vinto a Chicago il premio come Migliore Architettura del mondo 2015 assegnato dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat e promosso dal Illinois Institute of Technology di Chicago.

Il Bosco Verticale è stato disegnato e progettato da Boeri Studio ed ha sbaragliato la concorrenza aggiudicandosi il titolo che ogni anno viene dato al grattacielo più innovativo del pianeta.

La vittoria è stata così motivata: “Il Bosco Verticale è un esempio unico nell’utilizzo del verde in altezza e in proporzione. La “facciata vivente” dell’edificio, che incorpora numerosi alberi e oltre 90 specie di piante, svolge il ruolo di interfaccia attiva per l’ambiente circostante. Ciò che rende l’idea eccezionale è l’azione delle piante, che agiscono come estensione della copertura esterna dell’edificio. La giuria ha definito innovativa l’esplorazione della vitalità del verde su tali altezze”.

Progetto Extrares

Progetto Extrares, la formazione in aziende green europee

Grazie al progetto Extrares (Exchange and Training in Renewable Energy Sector) della multiutility Estra 105, studenti italiani potranno beneficiare di un’esperienza lavorativa di due mesi in un’azienda “verde” europea. L’obiettivo è quello di aumentare la competitività degli studenti nel mondo del lavoro.

Il progetto Extrares permetterà ai 105 studenti di svolgere il tirocinio in imprese in Belgio, Grecia, Malta, Portogallo, Regno Unito e Spagna nei settori della sostenibilità ambientale, produzione energia da fonti rinnovabili, riciclo, bioedilizia.

Il progetto coinvolge 15 scuole in 4 regioni italiane (Toscana, Marche, Abruzzo e Umbria), ed è la continuazione del primo progetto Extrares.

L’offerta di green jobs in Italia è in continua crescita, anche grazie alle oltre 372 mila imprese che hanno scelto di puntare sulla sostenibilità ambientale.

Mercato CO2

Mercato CO2, le emissioni Italiane sono in calo del 7,4%

Secondo il “Report emissioni 2014 – 2015″ di EcoWay, nel 2014 le aziende italiane che partecipano al mercato CO2 (Emission Trading Scheme, Etss) hanno registrato un calo delle emissioni di gas a effetto serra pari al 7,4% rispetto al 2013. Le emissioni sono passate da 164 a 152 milioni di tonnellate di Co2.

Dal 2005, anno in cui il mercato della CO2 è entrato in vigore in Europa, a parità di numero di aziende sottoposte ad Ets il calo cumulato è pari al 32,7%. Il risultato può essere attribuito principalmente alla flessione dei livelli di produzione industriale, a questo si unisce il crescente contributo delle energie rinnovabili al mix energetico nazionale.

Il settore alimentare è l’unico che incrementa le emissioni di CO2 nel 2014 (+9%).

In base al report, l’Italia resta il quarto maggior paese emettitore europeo, preceduto da Germania, Regno Unito e Polonia, ma riduce le emissioni in misura maggiore rispetto all’Ue (-7,4% contro una media del 4,9%).

Biosphera 2.0

Biosphera 2.0, cosa fa la casa del futuro

Biosphera 2.0 è una casa attiva il cui progetto è stato promosso da Aktivhaus, Politecnico di Torino, Vda structure, Univda e dagli istituti Zephir, Minergie e Pefc, con il patrocinio della Regione Valle d’Aosta. Questa abitazione, molto particolare, sarà testata a febbraio a Courmayeur, poi a Torino e ad agosto a Rimini.

Cosa vuol dire attiva? Biosphera 2.0 è, in sostanza, una casa energeticamente autonoma, in grado di garantire temperature ideali senza un impianto di riscaldamento tradizionale e di produrre più energia di quanta ne consuma.

Biosphera 2.0 ha le dimensioni di un container, con la giusta quantità di sole e luce ed è studiata in base alle reazioni del nostro organismo e costruita secondo criteri di massima sostenibilità.

In inverno le perdite di calore per trasmissione attraverso l’involucro vengono quasi interamente compensate dagli apporti passivi gratuiti di calore per l’irraggiamento solare dalle finestre e dal calore generato dagli occupanti; l’energia necessaria per pareggiare il bilancio termico residuo viene prodotta da sistemi non convenzionali (pannelli fotovoltaici, pompe di calore).

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